Il giallo di Luca Canfora: cosa sappiamo sulla morte del costumista di Sorrentino

Luca Canfora è stato trovato morto nelle acque di Capri il primo settembre 2023: la famiglia non ha mai creduto al suicidio.

Il caso di Garlasco, con la condanna di Alberto Stasi, è stato riaperto, suggerendo che il colpevole potrebbe essere un altro. Le indagini, fatte male, hanno anche portato alla riapertura del processo per l’omicidio di Serena Mollicone. Recenti perizie hanno smentito l’ipotesi di suicidio per Liliana Resinovich, e anche il caso di Luca Canfora, inizialmente considerato suicidio, è stato riaperto.

Luca Canfora in una foto di molti anni fa
Il giallo di Luca Canfora (BellaCapri.it)

La recente cronaca nera italiana, dunque, torna a infarcirsi di misteri irrisolti e di casi riaperti: le indagini, spesso segnate da superficialità e incompetenze, influenzate dalla pressione mediatica, vengono riaperte, insieme alle ferite mai del tutto rimarginate di tante famiglie italiane. Emblematico è quello che possiamo definite il giallo di Capri, ovvero la morte del costumista Luca Canfora.

Chi era Luca Canfora

Non si tratta di uno sconosciuto, in particolare nel mondo del cinema: ha iniziato la sua carriera al Teatro dell’Opera di Roma, collaborando con Danilo Donati e poi con altri importanti costumisti come Maurizio Millenotti, Gabriella Pescucci, e Milena Canonero. È stato riconosciuto per il suo lavoro in film come La Passione di Cristo (2004), La grande bellezza (2013), Youth – La giovinezza (2015), e I due papi (2019).

Luca Canfora e Jude Law
Chi era Luca Canfora (BellaCapri.it)

Ha lavorato con il regista Paolo Sorrentino per molti progetti, incluse le miniserie The Young Pope e The New Pope. Canfora ha ricevuto premi come il Nastro d’argento e Satellite Award, con nomination per i suoi costumi. La sua morte misteriosa è avvenuta il 1º settembre 2023, durante le riprese del film Parthenope, quando è stato ritrovato senza vita nel mare di Capri.

I dubbi sulla morte di Luca Canfora

La famiglia di Luca Canfora, trovato morto in mare a Capri durante le riprese di un film di Paolo Sorrentino, esclude il suicidio. L’inchiesta della Procura di Napoli esplora varie ipotesi, tra cui incidente, malore o omicidio. Il fratello Giuseppe Canfora ha dichiarato che il fratello non avrebbe mai deciso di suicidarsi, sottolineando le foto recenti che lo ritraggono sereno.

Luca Canfora con Sharon Stone
I dubbi sulla morte di Luca Canfora (BellaCapri.it)

La dinamica della morte è ancora avvolta nel mistero, e il fratello di Luca Canfora, già nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento del corpo del costumista, sostenne a ‘Chi l’ha visto?‘ un’ipotesi diversa da quella del suicidio, facendo un appello a chi possa avere informazioni. La polizia ha confermato che Luca Canfora era presente sul set del film Parthenope prima della sua morte.

La riesumazione del cadavere del costumista

Molto recentemente, dai primi accertamenti medico-legali sui resti del costumista di Parthenope, sono emerse fratture costali di lieve entità, ritenute non compatibili con una caduta da un’altezza elevata. Il corpo fu trovato appunto durante le riprese del film di Paolo Sorrentino. Sebbene gli inquirenti ipotizzino un suicidio, la famiglia non crede a questa versione.

Secondo i familiari dell’uomo, le condizioni del corpo non corrispondano a una caduta di circa 100 metri, dai Giardini di Augusto, peraltro andando a sbattere contro gli scogli, prima di arrivare in mare. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio, portando alla riesumazione e a una seconda autopsia, che ha incluso una Tac i cui risultati saranno disponibili nei prossimi giorni.

La consulenza del generale Luciano Garofalo

La famiglia, assistita dal generale Luciano Garofano, ritiene che l’ipotesi di un omicidio debba essere valutata, soprattutto considerando la condizione psicologica di Canfora, che non mostrava segni di depressione. Spetta dunque all’ex capo dei Ris di Parma, che ha risolto molti casi nella sua vita, provare a fare luce anche sulla vicenda di Luca Canfora.

La Procura di Napoli, che indaga per istigazione al suicidio, ha riaperto il caso, e – dopo la riesumazione del cadavere del costumista di Paolo Sorrentino – potrebbe disporre una nuova autopsia. Il pluripremiato costumista allievo di Danilo Donati, secondo una delle ipotesi legate appunto ai primi rilievi, potrebbe essere morto come conseguenza di una colluttazione.

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